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Le Chiese

Vescovo ScottiIl notevole numero delle chiese nel Comune di Trivento attesta il grande senso religioso del popolo rimasto sempre fedele agli insegnamenti del Vangelo. Tradizione religiosa che si concretizza con la sede della più antica diocesi del Molise. Il Comune fin dai primi tempi dell’era cristiana è  stato da sempre sede episcopale. La diocesi di Trivento (in latino: Dioecesis Triventina) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Campobasso-Boiano.
È attualmente retta dal vescovo Domenico Angelo Scotti.
Il territorio della diocesi si estende su 1.234 km² ed è suddiviso in 98 parrocchie che coprono 42 comuni a cavallo tra le regioni Abruzzo e Molise: venti in provincia di Isernia, tredici in provincia di Campobasso e nove in provincia di Chieti.
Le parrocchie sono raggruppate in quattro foranie: Agnone, Carovilli, Frosolone e Trivento.

A Trivento si trova la chiesa cattedrale, intitolata ai santi patroni Nazario, Celso e Vittore: secondo la tradizione, le reliquie dei santi Nazario e Celso furono donate da Sant'Ambrogio alla chiesa locale nel 392, quando presiedette a Capua il sinodo dei vescovi della Campania e del Sannio in sostituzione di san Paolino di Nola; nel 1726 ai due martiri milanesi fu accostato anche il papa e martire san Vittore.
Insieme ai titolari della cattedrale, è compatrono della diocesi San Casto, il leggendario primo vescovo di Trivento. La festa del primo vescovo triventino è celebrata ogni 4 luglio.
Secondo alcuni documenti risalenti al XIV secolo, la diocesi triventina fu fondata da san Casto di Larino su incarico di papa Clemente I: i primi documenti certi sulla chiesa locale risalgono al X secolo, quando viene citata in alcune bolle dei papi Agapito II (947), Giovanni XIII (969), Giovanni XIV (993) e Gregorio V (998) i quali, comunque, fanno cenno ad un'origine antica della diocesi.
All'epoca la diocesi era ricompresa nella provincia beneventana, ma nel 1161 papa Alessandro III la dichiarò immediatamente soggetta alla Santa Sede: l'esenzione fu confermata da papa Urbano VI nel 1389 e papa Sisto IV nel 1474.
Il 21 agosto 1976 è entrata a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Boiano-Campobasso (oggi arcidiocesi di Campobasso-Boiano).
 

La Cattedrale SS. Nazario, Celso e Vittore
La Cripta di San Casto
La Chiesa di Santa Croce 
La Chiesa della SS. Trinità
La chiesa del Purgatorio
La Chiesa di San Nicola
La Chiesa dei Cappuccini
Il Santuario Santa Maria di Maiella

 
cattedrale
La Cattedrale SS. Nazario, Celso e Vittore
È tra le più antiche e importanti cattedrali della regione, sorta sulla basilica di San Casto  è dedicata ai Santi Nazario, Celso e Vittore, patroni della città di Trivento.
La Cattedrale, di origini romaniche, è stata costruita su un’area considerata sacra per moltissimi secoli. Secondo la tradizione, infatti, sarebbe stata edificata su un sacello dedicato alla dea Diana. Nell'anno 80 avanti Cristo, la famiglia Florio, proprietaria di una fabbrica di anfore a Trivento e di una villa presso il santuario di Canneto nell'attuale comune molisano di Roccavivara, diede ordine a Gnesio, schiavo liberato, di costruire il tempio a Diana e di presiederne al culto.

La Cattedrale consacrata nel 1076, ha vissuto una serie di ricostruzioni sovrapposte a causa anche i diversi terremoti che l'hanno danneggiata. L' edificio è lungo 50 metri e largo 25. L'attuale facciata è stata riedificata nel 1905 in stile rinascimentale, anno in cui si sono anche innalzati due enormi pilastri centrali per sostenere la cupola. Un architrave la divide plasticamente in due parti. La parte inferiore è scandita da sei lesene scanalate, che dalla zoccolatura di base arrivano all’architrave, dove terminano in capitelli corinzi. Al centro si apre il portale, di XIII secolo, costruito in pietra finemente intagliata, dalla struttura molto semplice: è delineato da una cornice, che termina sullo zoccolo della chiesa; gli stipiti sono ornati da colonnine.  Sul portale è visibile un piccolo timpano di forma triangolare.

La parte superiore della facciata riprende il tema decorativo e strutturale della parte inferiore, in scala più piccola ma più riccamente decorata.  Ugualmente ripartita da sei lesene scanalate, in questa parte della facciata si aprono tre grandi nicchie: nella centrale, delimitata da una balaustra bassa a colonnine, si trova un dipinto che rappresenta il Cristo. Le due nicchie laterali, ad arco a tutto sesto, sono vuote. Al di sopra si trova un frontone, in cui è scolpito uno stemma.
Sulla destra guardando la chiesa si trova la torre campanaria, suddivisa in quattro sezioni da cornici. Nella terza sezione partendo dal basso si aprono delle monofore, da cui si vedono le campane; nella stessa sezione si trova l’orologio, incassato nel muro.
La sezione più alta è costituita dal simbolico campanile che risale al Seicento.

L’interno della chiesa, in stile barocco, è stato ristrutturato nel XVIII secolo e ulteriori modifiche sono state apportate nel secolo successivo. E’ divisa in tre navate trasversali per sette longitudinali, con i pilastri che reggono archi a tutto sesto e piccole volte a crociera.
Tra il 1981 e il 1984 si è proceduto alla completa ristrutturazione del presbiterio, all'ampliamento delle navate laterali, alle modifiche degli altari e delle numerose cappelle. Il presbiterio della chiesa, ristrutturato nel 1984, ospita l’altare maggiore: in stile barocco (1740), questo è decorato da marmi policromi. Della cattedrale romanica rimane oggi la splendida cripta, scoperta solo nel 1928 e che rappresenta uno dei primi oratori paleocristiani che ne ricorda l’antico splendore: la cripta, a sala, è dedicata a S. Casto.
 
 
cripta di san casto
La cripta di San casto
Sottostante sottostante al presbiterio e a parte della navata centrale della Cattedrale di Trivento, si trova  un magnifico insigne monumento: la Cripta di San Casto.  Riscoperta occasionalmente nel 1928 da mons. Attilio Adinolfi  da subito è stata oggetto di ammirazione e di indagine da parte di studiosi. Tra il IV e il V secolo dopo Cristo in questo luogo sorse il primo oratorio per custodire le reliquie del Santo martire Casto, primo vescovo della Diocesi di Trivento. La volta della cripta è a crociera, con archi a tutto sesto che poggiano su sedici colonne in pietra, di cui otto monolitiche, e su due pilastri rettangolari molto grossi. Le colonne e i pilastri sostengono capitelli dalle decorazioni di diversa fattura: molti sono a piramide tronca rovesciata, tipicamente medievali; altri sono in stile ionico, di età romana, riutilizzati. I capitelli “a cubo” potrebbero essere gli unici costruiti “ex novo” e non reimpiegati. Nella Cripta si contano almeno 18 capitelli. Sull’altare della cripta si trova una lunetta in pietra, probabilmente risalente al XIII secolo, che raffigura la Trinità posta tra due angeli e due delfini. All’interno della cripta sono conservate tre sculture lignee, databili tra il ‘200 e il ‘300, e il cippo funerario di Gnesio, sacerdote di Diana. La Cattedrale conserva una loggia lignea del settecento e un organo.

Reperti di epoca romana che si trovano nella Cripta:
  • L’epigrafe latina incisa su blocco calcareo riutilizzato alla base di un pilastro ed evocante la dedica del preesistente tempio a Diana: “P. (ublius) FLORIUS  P. (ublius) L. (ibertus) GNESIUS AUG. (ur) TERVENT. (i) DIANAE NUMINE IUS. (su) POSUIT”.
  • L’epigrafe latina incisa sulla stele funeraria romana riutilizzata come base della mensa d’altare nel vano dell’abside centrale e allusiva al patrono del municipio romano di Trivento e che, tradotta, dice più o meno così: “A Quintilio Suetrio, nipote di Quintilio della tribù Arniense, onesto patrono di Trivento e fratello di Caio Ottavio Suetrio Procuro, questore della provincia Narbonense con incarico di prefetto dei forestieri per la provincia dell’Africa, con decreto dei decurioni, la madre Cassia Massimilla, figlia di Caio, dopo aver pagate le spese alla pubblica amministrazione di Trivento, a sue spese pose”.
  • Due spezzoni di muro antichissimi (opus reticolatum) nel corpo della parete sinistra.
Tre sono i soggetti pittorici affrescati (di stile bizantino, probabile opera di monaci brasiliani vittime della persecuzione iconoclasta scoppiata in Grecia verso l’anno mille ad opera di un re fondamentalista che applicava alla lettera la legge mosaica “non ti farai nessuna immagine né di uomo né di animale…”) posti sulle pareti di due pilastri frontalmente disposti tra loro: 
  • La scena della Crocifissione: Cristo in croce con ai lati la Vergine santa e l’apostolo Giovanni;
  • Un santo monaco dalla lunga barba bianca e con un gran libro in mano;
  • Un giovane diacono con l’aureola, la tonsura e la dalmatica (pregevole ritratto opera di una mano veramente ispirata).
 
 
Chiesa di Santa CroceLa Chiesa di Santa Croce
La Chiesa di Santa Croce è stata edificata prime del 1400, nel 1830 fu adibita a luogo di sepoltura, nel 1860 iniziarono i lavori di restauro con ampliamento e sopraelevazione della Chiesa portati a termine nel 1890 e nel 1989 ci fu l’ -ultimi restauro in cui furono rifatti i pavimenti, il soffitto a cassettoni di legno, il portone, il mosaico esterno, la ripulitura e stilatura delle pareti perimetrali esterne.

 

 

 

Chiesa della SS. TrinitàLa Chiesa della SS. Trinità
La Chiesa della SS. Trinità risale al 1500, in posizione antistante la Chiesa Cattedrale. Negli anni ‘ 80 il Vescovo Antonio Valentini decise di destinare la Chiesa a sede del Museo Diocesano di Arte Sacra. Tale destinazione ha avuto il suo compimento solo il 3 novembre 2001, quando è stato inaugurato alla presenza del Cardinale Francesco Marchiano e del Vescovo Antonio Santucci. Oggi al suo interno si può ammirare l’originario altare ligneo del 1854; sulla parete di fondo emergono i resti di un antico altare in pietra.

 

 

La chiesa del PurgatorioLa Chiesa del Purgatorio

Sulla chiesa del Purgatorio non si dispongono fonti storiche circa la sua edificazione, però sembra che si possa far risalire la sua costruzione al XVII secolo. Nel 1986 è stata interessata da lavori di restauro e da allora viene utilizzata come Chiesa feriale, aperta ai fedeli dal 21 ottobre al 30 aprile.

 

 

 

La chiesa di San NicolaLa Chiesa di San Nicola
 
La  costruzione della Chiesa di San Nicola è tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600. I maggiori interventi di restauro sono da attribuire a Mons. Ennio De Simone che vi operò le decorazioni dell’interno e la realizzazione all’- ingresso esterno della statua del Cuore Immacolato di Maria. 
 
La Chiesa dei CappucciniLa Chiesa dei Cappuccini
Questa Chiesa fu inizialmente denominata Chiesa di Santa Maria degli Angeli ed è stata annessa all’ antico convento fondato nel 1570 dai frati cappuccini. La facciata conserva lo stile cappuccino con il suo piccolo campanile, invece all’interno prevale la forma rinascimentale con gli altari baroccheggianti.  Il Convento, fino a qualche decennio fa, era adibito ad una scuola per l’educandato femminile mentre adesso è una casa di riposo per anziani e una scuola dell’ infanzia.
 
 
 
 
 
Il Santuario Santa Maria di Maiella Il santuario di Santa Maria di Maiella
Il Santuario Santa Maria di Maiella era fino al 1300 noto come chiesa di Santa Maria e San Benedetto e anche Santa Maria de Trivento o Santa Maria de Maiella. All’interno si venera la statua di Sant’Anna con la Vergine bambina, opera del secolo XVII.La figura della santa è avvolta in un vasto manto e con un braccio sorregge la Madonna bambina, nella parte inferiore sono posti degli angioletti. La statua è collocata dietro l’altare maggiore. Il primo documento che ci rivela l’esistenza della chiesa è una testimonianza dove si evince la presenza dell’edificio ancora in costruzione in località Montepiano. Il santuario gode della stessa indulgenza plenaria che Celestino V concesse a Santa Maria di Collemaggio.
Il santuario che osserviamo oggi è a singola navata con tetto a capriate. Della struttura originaria è rimasto solo il campanile, l’ultimo intervento alla chiesa risale al 1992. L’antico portale è stato rimosso e trasportato nella cattedrale dedicata a San Nazario, S. Celso e S. Vittore.
Di particolare interesse gli speciali rituali che si effettuano a fine agosto quando la statua della santa viene trasportata in processione dal santuario alla chiesa parrocchiale. Nei giorni precedenti alla processione si tiene una fiaccolata che dalla parrocchia arriva al santuario per riportarvi la statua.